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La Marcia delle donne sta cambiando anche la politica. Obiettivo: le elezioni di Midterm

Questo fine settimana cade l’anniversario del giuramento del presidente Donald Trump. Ma non sarà questo l’evento celebrativo. Negli Stati Uniti e nel mondo centinaia di migliaia di attivisti ricorderanno l’anniversario della Marcia delle Donne del gennaio 2017, la più grande manifestazione di dissenso nei confronti del nuovo presidente alla quale parteciparono più di due milioni di donne nel mondo. Quest’anno si marcia non più nelle grandi città, ma dovunque – solo negli Stati Uniti 250 manifestazioni sono state organizzate – segno irrefutabile della crescita delle adesioni al movimento e della delocalizzazione della protesta.
Dal gennaio del 2017, infatti, la Marcia delle Donne si è trasformata in un ombrello politico mondiale, sotto il quale si radunano centinaia di gruppi che condividono una serie di rivendicazioni, dalla lotta contro la discriminazione razziale alla denuncia delle molestie sessuali contro le donne, fino alla difesa della riforma sanitaria del presidente Obama.
L..

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Vaccini, una giusta battaglia con gli eroi sbagliati

“Vorrei che la campagna elettorale non fosse sui vaccini”, scrive Matteo Renzi su Facebook mentre rilancia il post di un suo candidato, il medico Roberto Burioni, auto-proclamatosi campione della scienza contro i barbari no-vax. E così, con questo post, Renzi contribuisce a fare in modo che la campagna elettorale sia sui vaccini, posizionandosi sul lato opposto a Luigi Di Maio e Matteo Salvini.
Le uscite di Burioni – e Renzi – sui vaccini, a difesa della scelta del ministro della Salute Beatrice Lorenzin di estendere il numero di vaccini obbligatori, a me suscitano sempre qualche disagio. Ho l’impressione che siano molto dannosi alla causa – giusta – che vogliono difendere, cioè ribadire l’importanza della scienza e del metodo scientifico contro le certezze da web e l’equivalenza tra punti di vista documentati e chiacchiere da ciarlatani.
Per stare al caso specifico oggetto della polemica di Burioni: di morbillo si moriva e ora non si muore più, anche e soprattutto per merito dei va..

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La fusione FS-Anas e il rischio che si dilatino costi e inefficienze

La fusione FS-Anas e il rischio che si dilatino costi e inefficienze Mai visti due zoppi correre assieme e restare in piedi. Con il conferimento di Anas in Ferrovie dello Stato, è avvenuta la fusione tra due colossi pubblici monopolisti del settore dei trasporti ferroviari e stradali e ciò dovrebbe portare al miracolo. Gli azionisti, i Ministeri dell’Economia e delle Infrastrutture, rincorrono obiettivi di gigantismo aziendale che appaiono strabilianti, lontani più dalle priorità che entrambe le società pubbliche dovrebbero avere.
In primis l’aumento della qualità e dei volumi di passeggeri del pessimo trasporto ferroviario pendolari per le FS. Altra finalità è l’incremento della manutenzione delle strade e il rifacimento dei ponti costruiti 50 anni fa che ora stanno marcendo. Sembrerebbero gli obiettivi prioritari da indicare in un Paese concreto. L’assetto gestionale ed organizzativo che il governo ha predisposto con la fusione di FS con Anas non sembra idoneo a migliorare la spesa ..

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La questione della razza spiegata a Sallusti (e Fontana)

La questione della razza spiegata a Sallusti (e Fontana) Con una prosopopea che gli è tipica Alessandro Sallusti bolla come “razza di ignoranti”, oltre che di ipocrisia, coloro che hanno osato criticare le parole di Attilio Fontana, per il quale la razza bianca è a rischio. Al di là del fare sogghignare e sfregare le mani Adolf Hitler nella tomba, ciò che colpisce è il tono perentorio e ducesco con cui afferma «Tutte le “razze”, quindi, pari sono anche per la legge, e questo è pacifico, ma esistono.» Forse lo ha fatto per celebrare l’ottantesimo anniversario della stesura del Manifesto della razza, il cui punto 1 affermava proprio: “Le razze esistono”.
Con buona pace dei tanti genetisti che hanno dimostrato, con tanto di esperimenti e ricerche, come non sia possibile classificare gli umani in razze, la scienza, come diceva Einstein, può spezzare l’atomo, ma non scalfire un pregiudizio. Il fatto che l’88% del patrimonio genetico dell’umanità sia comune a tutti noi, non fa battere neppu..

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Liliana Segre senatrice a vita, la sua nomina è una buona notizia. Ma non illudiamoci

Liliana Segre, superstite di Auschwitz, è stata nominata senatrice a vita dal Capo dello Stato Sergio Mattarella. Si può discutere sulla previsione costituzionale delle nomine di senatori a vita per capire se essa sia o meno un esempio di democrazia e se la proposta di riforma avanzata da Matteo Renzi di restringerla abbia senso. Tuttavia, questa disciplina oggi riceve una luce insperata, comunque meritata, da questa nomina, anche se con qualche condizione.
I lapsus istituzionali sono frequenti quasi quanto quelli domestici e, probabilmente, i danni che provocano sono suppergiù i medesimi. Sia a livello istituzionale che a livello domestico si apprende puntualmente di ‘celebrazioni’ collegate alla Shoà, ma qualsiasi persona intelligente capisce, o dovrebbe capire, che non c’è proprio nulla da celebrare, e sarebbe bene che le istituzioni espungessero questo inquietante lapsus.
Liliana Segre doveva riparare in Svizzera col padre (era orfana di madre) ma fu respinta. Gli ebrei italiani ..

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Il grande Evgenij Mravinskij è tornato di moda

La Hänssler, casa discografica tedesca dalle buone intenzioni, si sta dedicando da qualche tempo alla ristampa di incisioni storiche di alcuni grandi interpreti del passato con uscite assai interessanti. Tra quelle dello scorso anno che più abbiamo seguito con interesse ci sono i tre box di sei cd l’uno dedicati al grande direttore sovietico Evgenij Mravinskij. Sono 18 cd tutti contenenti incisioni che hanno avuto largo corso ma che da qualche anno erano difficili da reperire sul mercato, tranne poche eccezioni. Mravinskij è stato un direttore insigne, essenzialmente monogamo, diresse per 50 anni (dal 1938 al 1987) la Filarmonica di Leningrado (ora San Pietroburgo) di cui fu padre e padrone, portandola a dei vertici di perfezione tecnica raramente raggiunti. Il repertorio che affrontò era discretamente ampio e spaziava da Bach a gran parte dei classici austro-tedeschi e francesi dell’Ottocento, molti classici russi e una buona dose di compositori del Novecento, ovviamente con moderazio..

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‘Schiaffi e calci’ a Gene Gnocchi per una battuta, questo è il vero volto dei neofascisti ripuliti

Purtroppo la democrazia è viva e vegeta. Purtroppo per loro, dico. Perché fino a prova contraria in Italia la libertà di fare una battuta esiste ancora. Anche se la battuta è sgradevole, sbagliata e non fa ridere. Anche se è una battuta inqualificabile. Perché quella su Claretta Petacci rientra in questa categoria. La si può giudicare tale, si può condannare il suo autore, Gene Gnocchi, gli si può consigliare di godersi la meritata pensione. C’è una cosa che però in Italia non si può fare, purtroppo per loro, dico: non lo si può minacciare, non si può invitare chicchessia a prenderlo a schiaffi e calci come ha fatto Forza Nuova, una delle formazioni di estrema destra che sono riuscite a ritagliarsi uno spazio nel dibattito politico e titoli sui giornali di questo Paese.
Invece è quello che è successo. “Per noi il vero maiale è Gene Gnocchi. Non solo però. Invitiamo tutti quelli che portano Claretta nel cuore di prenderlo a calci nel sedere e a schiaffi futuristi ovunque questo balordo..

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Siamo in campagna elettorale, informiamoci ma sulla base dei fatti

Siamo in campagna elettorale, informiamoci ma sulla base dei fatti di Francesco D’Alfonso
Alla soglia delle prossime elezioni politiche, il problema della corretta informazione proveniente da TV e giornali diventa sempre più stringente. Già normalmente i mezzi di comunicazione orientano, senza che ce ne accorgiamo, gran parte delle nostre scelte, di acquisto, di comportamento, ecc. Ciò, naturalmente, assume ancora più rilievo quando ad essere comunicato è un messaggio politico. La situazione diviene, poi, addirittura drammatica se, come avviene nel nostro Paese, una buona parte del sistema informativo è, nei fatti, nelle mani, direttamente o indirettamente, del potere politico. Non essendo, poi, molto spesso trasparente il “filo” che lega quest’ultimo ai vari mezzi di comunicazione, diventa molto difficile per l’utente capire se il giornalista è in buona fede o meno.
Basta poco, del resto, per condizionare la nostra volontà di semplici utenti dell’informazione: una risata del giornal..

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The Post ci insegna che la libertà di stampa è anche donna

“La stampa deve essere al servizio dei governati, non dei governanti”. Stavolta Steven Spielberg ci pone di fronte a sentenze nette. Ma scaglia frecciate che puntano dritte, in primis, al petto degli addetti all’informazione. Differenziando ad arte i livelli di comunicazione con il suo pubblico globale, non risparmia freddure al fulmicotone sul mestiere del giornalista che donano al suo The Post, al cinema dall’1 febbraio, un ritmo frenetico e travolgente anche nei momenti di più spiccata verbosità.
– Lo butto giù per giovedì.
– E se fingiamo che tu sia un cronista e non un romanziere?
È lo scambio caustico tra il direttore Ben Bradlee di un Tom Hanks perfettamente in parte e un redattore un po’ “riflessivo” del Washington Post. Il Post, appunto. Le scadenze nel campo della carta stampata sono tutto, e lo erano ancor di più negli anni settanta, quando sotto la pancia della redazione si partiva a notte fonda con le rotative dopo la telefonata definitiva del direttore. Consegne chiuse..

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Donald Trump sta benone, è la democrazia Usa che agonizza

Donald Trump sta bene, benissimo. Anzi, sta tanto bene che meglio non potrebbe stare. E il vero segreto d’un tanto debordante stato di buona salute – corporea e mentale – va ricercato, semplicemente, nei suoi “incredibili” geni. O, volendo riportare letteralmente le parole del dottor Ronny L. Jackson, sotto-ammiraglio e medico della Marina militare, va ricercato nei “suoi geni incredibilmente buoni” perché questo è, altrettanto semplicemente, “il modo come Dio l’ha fatto…”.
Il dottor Jackson – il fino a pochi istanti prima rispettato professionista al quale è toccato il compito di illustrare i risultati del checkup al quale ogni anno viene sottoposto il presidente in carica – non è arrivato a dire, come a questo punto sarebbe stato logico dicesse, che Donald Trump a tutti gli effetti appartiene, in virtù di questi “incredibili geni”, a una razza superiore. Né ha apertamente sostenuto che l’attuale presidente, seppur ancora classificabile come “essere umano”, è dotato di superpoteri. ..

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Abolire le tasse universitarie, la vera uguaglianza si vede da qui

Durante una maratona di Mentana su La 7, in occasione delle elezioni politiche in Gran Bretagna un ospite (in)esperto, un ex dalemiano passato poi, come molti comunisti, a destra, realizzando finalmente la sua vera vocazione di sempre, partorì una riflessione che molti commentatori ripeterono anche sui giornali. Non so se per lodarlo o per denigrarlo, fu trovata una delle ragioni dell’affermazione elettorale di Corbin proprio nelle critiche energiche al pazzesco costo delle università inglesi. In Inghilterra, come altrove, il divario di reddito tra ricchi e poveri è aumentato a dismisura. E noi in Italia non siamo secondi a nessuno. Tasse universitarie così care comportano l’annullamento del diritto allo studio. Corbin ne ha fatto una bandiera, e il nostro ospite televisivo non trovò di meglio che dire che eravamo di fronte alla “rinascita del marxismo”. Lo so che la disinformazione di massa è talmente diffusa che non ci si fa più caso. E qualunque scemenza trova il suo spazio e i suoi..

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Bianco, il nuovo disco è un omaggio a Niccolò Fabi e Led Zeppelin

Dopo aver trascorso la scorsa estate in tour con Niccolò Fabi, il cantautore torinese Alberto Bianco pubblica il suo quarto disco – Quattro, titolo dal sapore ledzeppeliniano – in uscita domani 19 gennaio, seguendo esclusivamente gusti personali e istinto. “Lavorare a stretto contatto con Niccolò è stato come fare un master in scrittura delle canzoni e sul mestiere di musicista. Ogni giorno mi ha fatto apprezzare ancora di più la nostra professione, dandomi quella giusta leggerezza nello scrivere, che è diversa da chi è impegnato a creare hit per fare questo lavoro”. Composto da 11 brani, Quattro è un album che si allontana dalla forma-canzone tradizionale (su tutti spiccano Tutti gli uomini e Ultimo chilometro), musicalmente si lascia andare a divagazioni e improvvisazioni, come in Padre e In un attimo, e rappresenta l’apice finora raggiunto da un artista di talento che ha prospettive di crescita ulteriore.

Alberto, sin dal primo ascolto di Quattro, appare evidente la tua volontà di..

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Lea smuove l’elefante Siae. Noi ribelli abbiamo raggiunto un obiettivo

La notizia è dovunque: nasce Lea – Liberi Editori Autori, l’associazione che – forte delle nuove disposizioni legislative – si pone come alternativa concreta alla Siae. E io in Lea ci ho creduto ancora prima che nascesse, tanto è vero che ne sono stato uno dei fondatori.
Più volte ho scritto, su queste pagine, di diritti degli autori indipendenti: quella folla di artisti che raramente genera i numeri delle grandi star ma che, probabilmente, rappresenta la parte più vera e irrinunciabile della cultura musicale italiana. Il parametro con cui si misurerà il successo e il ruolo sociale di Lea sarà – secondo me – appunto la sua tutela degli indipendenti, e non soltanto dei fenomeni che fanno girare numeri enormi fornendo, come è ovvio, liquidità e benzina alla macchina.
Fino a pochi anni fa, il ruolo della Siae sembrava scolpito nella roccia, ma altrettanto lo era la sua immobilità, supponenza, assoluta impermeabilità al cambiamento e alla trasparenza. Adesso anche da quel lato vedo cambi..

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Unioni civili e M5s, cosa si dimentica nei dibattiti tv

Stanno facendo discutere sui social (e non solo) le dichiarazioni di Andrea Scanzi che ieri, a Tagadà, ha fornito una ricostruzione sul no del Movimento 5 stelle alle unioni civili, perché mancanti delle stepchild adoption. Ricostruzione che nel migliore dei casi viene bollata come fantasiosa. Credo che occorra far chiarezza in merito: per amore della verità, visto che quel no ha pesato sulla vita di molte persone e dei loro figli, e visto che la ferita prodotta sanguina ancora.
Premessa: non sono tra chi ha demonizzato i grillini per il semplice fatto di esistere, atteggiamento che mi è costato, da parte del binarismo renziano, l’accusa di essere organico al partito di Grillo e più di un insulto: “Scrivi sul Fatto, organo del M5S, ergo sei servo e coglione” è la sintesi di quel pensiero lì.
Ciò mi permette di criticare quel soggetto politico per le azioni che esso ha prodotto, senza mistificazioni e senza indulgenze di comodo. E ricordo che ho definito i pentastellati “figli di un c..

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India, dove si muore ancora infilzati dai tori nella Jallikattu

Sono in partenza per Jaipur e preferirei raccontarvi la storia di Vishal e Vidjia, i due studenti della Parva School, la scuola della bidonville di Jaipur, che con Vivere con Lentezza mandiamo avanti, e che per primi nella storia della bidonville, accederanno al college. Ma come al solito l’India assurge alle cronache per notizie a noi quasi incomprensibili: sono 5, per ora, i morti a causa del Jallikattu, l’antica lotta con i tori, che in questo periodo dell’anno si pratica in varie feste nel sud del paese.
L’India è un mondo di contrasti, di contraddizioni, in cui la tradizione si mischia con la modernità più sfrenata, la ricchezza con la povertà, l’Oriente con l’Occidente, la violenza con la pacatezza, la spiritualità con la più bassa materialità, la solennità con la praticità.
E’ il paese delle migliori menti matematiche, delle università più esclusive ma anche quello in cui una grande parte della popolazione non sa leggere o scrivere, ed è priva di servizi igienici.
Tutto in In..

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Missione in Niger, per fermare i migranti non servono soldati ma opportunità

L’Italia sbarca in Niger. La Camera in chiusura di questa XVIII legislatura ha approvato a larghe intese le nuove missioni all’estero del 2018. Al confine con la Libia meridionale saranno impiegati tra i 120 e i 470 soldati italiani. La base delle operazioni sarà a Madama, dove già ci sono i francesi con l’operazione Barkhane (antiterrorismo).
La missione in Niger è la seconda più costosa approvata dal governo: 30 milioni di euro, perché il Niger (insieme a Libia e Tunisia) è la nuova area geografica «ritenuta di prioritario interesse strategico in relazione alle esigenze di sicurezza e difesa nazionali».
A settembre con Emanuele Piano, Riccardo Cremona e Aïr-Info Agadez sono stata per Nemo – Nessuno Escluso (potete vederlo qui) in Niger, il paese di transito per tutti i migranti che sognano l’Europa. Il Niger è un paese poverissimo, lo capisci subito appena atterri a Niamey: 187mo su 188 nell’indice mondiale di sviluppo. Ha 18 milioni di abitanti, 80% musulmani e il più alto tasso d..

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I 60 anni di Shane MacGowan dei Pogues, al patto col diavolo non tutte le rockstar abboccano

Dopo aver visto Shane MacGowan, leader dei Pogues, sul palco della National Concert Hall di Dublino, lunedì 15 gennaio, vien da pensare che “il patto con il diavolo” non riesca a tutte le rockstar. Intendiamoci, non è detto che ciò sia un male. Non è forse meglio cedere al fascino di una vita sregolata, orgogliosamente mostrata attraverso gli eccessi, piuttosto che sottomettersi a un’esistenza superbamente ostentata mediante… una tinta? Bono Vox ma anche Nick Cave, giusto per citare alcuni ospiti (tinti) presenti alla serata, avrebbero da ridire.
Shane, ancora alle prese con una vecchia frattura al bacino ha così celebrato i propri 60 anni circondato dall’affetto del pubblico e dagli amici di una vita passata tra mille peripezie. Per comprendere in poche righe la cifra del personaggio, si faccia riferimento alle parole di Irvine Welsh, amico scrittore, il quale dice:”Shane ha compiuto 60 anni! Cioè, è ancora qui! Non importa come, ma è ancora qui e questo è rassicurante”.
In effetti,..

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Missione in Niger, per fermane i migranti non servono soldati ma opportunità

L’Italia sbarca in Niger. La Camera in chiusura di questa XVIII legislatura ha approvato a larghe intese le nuove missioni all’estero del 2018. Al confine con la Libia meridionale saranno impiegati tra i 120 e i 470 soldati italiani. La base delle operazioni sarà a Madama, dove già ci sono i francesi con l’operazione Barkhane (antiterrorismo).
La missione in Niger è la seconda più costosa approvata dal governo: 30 milioni di euro, perché il Niger (insieme a Libia e Tunisia) è la nuova area geografica «ritenuta di prioritario interesse strategico in relazione alle esigenze di sicurezza e difesa nazionali».
A settembre con Emanuele Piano, Riccardo Cremona e Aïr-Info Agadez sono stata per Nemo – Nessuno Escluso (potete vederlo qui) in Niger, il paese di transito per tutti i migranti che sognano l’Europa. Il Niger è un paese poverissimo, lo capisci subito appena atterri a Niamey: 187mo su 188 nell’indice mondiale di sviluppo. Ha 18 milioni di abitanti, 80% musulmani e il più alto tasso d..

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Pil potenziale e tasso di partecipazione, una proposta per finanziare il reddito minimo

Pil potenziale e tasso di partecipazione, una proposta per finanziare il reddito minimo di Pasquale Tridico e Walter Paternesi Meloni*
Il dibattito sul Pil potenziale si è recentemente spostato dal concetto teorico alle relative metodologie di stima. Se da un lato emerge una sostanziale uniformità nel considerare il Pil potenziale come il livello massimo di prodotto ottenibile dal pieno utilizzo delle risorse disponibili (lavoro e capitale) e coerente con un’inflazione stabile (Okun, 1962; Gordon, 1984), dall’altro le stime del tasso di disoccupazione strutturale (o meglio, di quel tasso di disoccupazione che non genera spirali inflazionistiche, il cosiddetto Nawru) proposte dalla Commissione europea per il calcolo del Pil potenziale sono risultate, sotto vari aspetti, metodologicamente discutibili.
Oltre che dal punto di vista scientifico, tali valutazioni sono state oggetto di un vivace dibattito politico, in quanto cruciali per l’attuazione della politica fiscale nei singoli paesi..

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Fertilità maschile, attenzione ad abusare di ibuprofene

Le preoccupazioni relative alla diminuzione della fertilità maschile sono state evidenziate per la prima volta circa 25 anni fa e via via sono state confermate con studi e lavori scientifici che hanno attribuito questa diminuzione ai vari fattori inquinanti presenti nella nostra vita di tutti i giorni, al fumo, allo stress e all’obesità.
Lo scorso anno ha fatto scalpore uno studio, su Human Reproduction Update, che ha analizzato 7500 lavori pubblicati sul tema, e che ha dimostrato per la prima volta il declino consistente e continuo della capacità riproduttiva maschile, fenomeno presente soprattutto nei Paesi occidentali, suggerendo che le sostanze chimiche in commercio svolgono un ruolo importante in questa tendenza. Si può immaginare quanto argomento sia sempre più oggetto di studio da parte dei ricercatori, e più recentemente è stato pubblicato un lavoro che ha trovato un possibile effetto antiandrogeno di un comunissimo analgesico da banco l’ibuprofene.
Lo studio mostra che l’uso..