Taggato: Calcio

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Quagliarella, vedi Genova e poi rinasci

Quindici anni fa, a chi gli avesse detto che all'alba dei suoi 35 anni, li compie il 31 gennaio, sarebbe stato il calciatore in attività con più reti segnate in Serie A (124), a un passo da Shevchenko e Rivera, Fabio Quagliarella probabilmente avrebbe risposto con uno di quei larghi sorrisi che fanno di lui uno degli sportivi più “cinematografici” del Belpaese.
Non fosse stato abile con la palla fra i piedi, il ragazzo di Castellammare di Stabia avrebbe potuto trovare una scrittura con Virzì, Genovese, Ozpetek o con il corregionale Sorrentino, tutti alla ricerca di volti nuovi per le loro storie di gente comune. Per fortuna del calcio nostrano e per fortuna (o sfortuna?) sua, il buon Fabio è sempre stato bravo nel gioco del football.
Ad appena 13 anni ha già fatto le valigie, salutato mamma e papà e preso il treno per tentare la fortuna sulla roulette del Torino FC, il club che ha da poco offerto una seconda chance italiana a Enzo Scifo, il calciatore belga più talentoso degli ann..

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Addio Azeglio, si può arrivare terzi e vincere

Ricordo bene, quei giorni. Quelle notti, che furono davvero magiche. E il beffardo colpo di testa di Caniggia e poi i rigori sbagliati, in semifinale contro l'Argentina, non potranno mai cancellare la bellezza e l'allegria di quella nazionale, arrivata poi terza tra gli applausi e i rimpianti.
Erano i giorni di Italia '90, e il mondo scopriva i dribbling e le meraviglie di Roberto Baggio, i gol di Schillaci detto Totò, che esultava con quegli occhi stupiti e spiritati, il ritmo cadenzato di Giannini, la potenza e la classe di Vialli, le parate di Zenga (a parte quell'uscita mancata su Caniggia: ma fu l'unico neo del nostro estremo difensore).
Una squadra gestita da un artigiano del pallone, da un principe della zolla, da un commissario tecnico che aveva fatto, in maniera brillante, la trafila nelle Under, prima di diventare il vice di Bearzot, il grande Vecio di Spagna '82, ed ereditarne, quindi, la panchina dopo il fallimento del mundial messicano del 198..

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Azeglio Vicini, morto il ct della nazionale di calcio di Italia ’90

È morto a Brescia l'ex commissario tecnico della Nazionale Azeglio Vicini. Avrebbe compiuto 85 anni a marzo. È stato il tecnico degli azzurri ai Mondiali di Italia 90 ed è rimasto ct fino al 1991 prima di lasciare la Nazionale ad Arrigo Sacchi.
Azeglio Vicini, l'ex ct azzurro delle “notti magiche” e del terzo posto ai mondiali di Italia '90, era nato a San Vittore di Cesena il 20 marzo del 1933, ma da oltre 50 anni viveva a Brescia.
“Ho raggiunto un bel traguardo – disse, in occasione della festa per i suoi 80 anni – sono soddisfatto della mia vita, ho avuto momenti felici e altri meno, ho ricoperto incarichi importanti, comunque sia mi sono proprio divertito”.
Ebbe un solo grande rammarico, quel mondiale giocato in Italia nel 1990, perso in semifinale con l'Argentina ai rigori, dopo aver giocato bene per tutta la manifestazione: “Avremmo meritato di vincerlo, siamo stati sfortunati. Noi non perdemmo mai sul campo, sei vittorie e un pari, e arrivammo terzi, l'A..