Tagged: Elezioni

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L’allarme dell’Accademia della Crusca: “Le elezioni uccidono l’italiano. E il campione è il Movimento 5 Stelle”

La campagna elettorale in vista del voto del 4 marzo ha già fatto una vittima e la vittima è la lingua italiana. A lanciare l'allarme è il presidente dell'Accademia della Crusca, Claudio Marazzini, in un'intervista a La Stampa: “Sarà la campagna elettorale linguisticamente più povera di tutti i tempi, al punto che se ne farà un oggetto di studio”, commenta.
Secondo l'Accademia della Crusca, il messaggio elettorale dei partiti è stato ridotto a slogan. Si dà, cioè, spazio a frasi ad effetto come “gli immigrati aiutamoli a casa loro” piuttosto che “per prima cosa aboliremo la legge Fornero” piuttosto che dare vita a dei ragionamenti. A farne le spese è appunto la lingua italiana che, secondo Marazzini, “si sta uccidendo”.
In questo contesto trovano spazio anche gli strafalcioni sui congiuntivi del candidato premier dei 5 Stelle, Luigi Di Maio. Ecco come il presidente dell'Accademia della Crusca spiega l'impatto di questi errori:
“Quegli strafalcioni meritano..

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L’età adulta del movimento

La mutazione genetica si coglie fin dal mattino. Viene annunciato un punto stampa. I giornalisti accorrono al secondo piano dell'Aurum, la splendida ex distilleria di Pescara riconvertita a centro congressi dove il Movimento 5 stelle ha organizzato la sua tre giorni di formazione pre-elettorale.
Arriva Davide Casaleggio, si accendono le telecamere, la ressa delle grandi occasioni. “Posso andare?”, domanda. Ancora qualche spintone, poi l'assenso. “In questi giorni discutiamo uno dei programmi più innovativi creati in Alitalia, partecipato direttamente dai cittadini e votato sulla piattaforma Rousseau da più di un milione di persone su ventidue ambiti tematici”. Un momento di pausa per rendere agevole il lavoro dei montatori. Poi ringrazia e se ne va, nonostante qualche blanda protesta è un po' di borbottii: e le domande?
Un dettaglio di quaranta secondi in una lunga giornata di sole – e a tratti di noia – che è un piccolo grande paradigma del cambiamento che ha portato i ..

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Emma Bonino lancia l’alleanza tra la lista +Europa e il Pd: “Amatemi di meno e votatemi di più”

“Vedo che la mia popolarità, nonostante gli acciacchi, è piuttosto alta tra i leader politici. Mi fa piacere, so che è un riconoscimento alla mia storia radicale. Ma lasciatemi dire con un sorriso: magari amatemi di meno ma votatemi e votateci di più”. Lo ha detto Emma Bonino, leader di +Europa, in un messaggio trasmesso su Facebook per lanciare l'alleanza con il Pd alle elezioni.
“Le avete provate tutte”, ha aggiunto rivolgendo poi un appello ai giovani e in particolare alle ragazze: “Andate a votare perché significa occuparvi del presente e del vostro futuro. Scegliendo le idee e le persone che preferite. Se non scegliete voi altri lo faranno al vostro posto”.

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Una lista anti-Fontana in Lombardia. La strategia di Roberto Maroni per mettere i bastoni tra le ruote a Matteo Salvini

Circola già il nome di chi sarà chiamato a guidare una lista anti-Fontana in Lombardia: l'assessore regionale all'Agricoltura, Gianni Fava. Nome a parte, come rivela il Fatto quotidiano, i maroniani stanno pensando a mettere in atto uno sgambetto nei confronti di Matteo Salvini, presentando appunto una propria lista in Lombardia.
Il Fatto descrive così l'atmosfera in casa Lega:
“La minoranza leghista non solo non farà campagna, ma ragiona addirittura se farla contro. Per presentare una lista, i consiglieri 'maroniani' uscenti non avrebbero nemmeno bisogno di raccogliere firme, visto che la legge regionale lo impone solo a chi non era già rappresentato al Pirellone”.
Una strategia, quella dei maroniani in Lombardia, che potrebbe avere riflessi a livello nazionale:
“Il 'riservista' Maroni potrebbe essere richiamato in servizio dai moderati Berlusconi e Renzi, finalmente liberi dal fardello fascioleghista”.

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Da “W la Fisica” al “Sacro Romano Impero”: i simboli dei partiti sconosciuti (e bizzarri) che si presentano alle elezioni

È lunga la fila per entrare al Viminale e consegnare i simboli per le prossime elezioni del 4 marzo. I contrassegni, uno a uno, dopo aver svolto le procedure vengono affissi sulla bacheca del ministero dell'Interno. Il primo è stato quello 'Maie – Movimento associativo italiani all'estero', a seguire 'Unital – Unione tricolore America latina' e 'Sacro romano impero cattolico'. Già consegnati i simboli del Movimento 5Stelle, della Lega – Salvini premier e quello di Casapound Italia. Ci sono anche i contrassegni '10 volte meglio' e 'Siamo'. Tra le novità il ritorno dello scudo crociato e la scritta Democrazia Cristiana.

In fila, in attesa del loro turno, 'Cristiani per la crescita felice' il 'Partito Valore Umano – Per un nuovo Umanesimo' e anche gli antieuropeisti di Mic, Movimento Italia nel cuore. Ma anche 'Statuto dei lavoratori articolo 18 per il Recupero del Maltolto', 'Movimento mamme n..

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D’Alema fa D’Alema, e Liberi e Eguali è già in ebollizione

“Dopo il 4 marzo c'è il 5 marzo”, dice D'Alema nella sua intervista al Corriere della sera che sta scompigliando le fila dei nemici, ma soprattutto degli amici dell'ex segretario della Fgci.
Infatti nella sua proiezione politica D'Alema si è spinto molto oltre, arrivando anche al 5 aprile, al 5 maggio, e oltre addirittura l'estate.
Un vero monumento di una politica politiciennes, dove il leader manovra senza curarsi della sua base sociale. E qui i sopracciglia si sono alzati numerosi proprio nella formazione “Liberi e Eguali”.
Non tanto per i singoli temi e contenuti toccati nella conversazione con Cazzullo, quanto proprio per il tipo di ragionamento, per il metodo, che il successore di Prodi a Palazzo Chigi ha coriacemente esibito, senza curarsi nemmeno di mitigare o diluire l'impatto con i suoi compagni di cordata.
In sostanza D'Alema, dopo essersi ulteriormente accanito sull'ombra ormai di Renzi, di cui già pregusta la rimozione, traccia le li..

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Giulia Bongiorno, Salvini e l’ombra di Andreotti

Non discuto il percorso politico di Giulia Bongiorno. Certo, il tragitto da Berlusconi a Fini a Passera a Salvini non è precisamente una linea retta, ma pazienza. Una volta archiviati ideologie e partiti, ognuno di noi s'è dovuto arrangiare dandosi il punto di riferimento della propria coscienza o del proprio vantaggio. E nessuno può salire in cattedra più di tanto.
Semmai, quello che mi ha colpito nelle interviste rilasciate oggi dalla Bongiorno è il riferimento ad Andreotti. Che a suo dire era un uomo “concreto” tal quale il suo nuovo leader Salvini. E che avrebbe assai apprezzato l'ultima Lega, quella nazionale, e magari vituperato quella bossiana e nordista delle origini.
Ora, chi scrive non è mai stato un seguace di Andreotti. Avevo con lui un rapporto di cortesia, non proprio riscaldato dall'amicizia. Lo consideravo – contro la vulgata – il meno “democristiano” tra i democristiani. Preferivo Moro, che non lo amava affatto, come s'è poi tragicamente visto nei 5..

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M5s, Grillo: ‘Parlamentarie? Se ci sono errori, recuperiamo’. E su Casapound: ‘Nazisti che fanno finta di essere normali’

“Abbiamo presentato il simbolo della prima forza politica del Paese, vogliamo andare al governo, andremo al governo”. A rivendicarlo è il candidato premier del M5s Luigi Di Maio, all’uscita dal Viminale, dove ha depositato il nuovo logo pentastellato, insieme a Davide Casaleggio e Beppe Grillo. Un contrassegno che ora è rappresentativo della terza associazione, con Di Maio capo politico e Grillo garante. Ai cronisti Beppe Grillo ha spiegato come il Movimento sia entrato nella sua “fase adulta”. Resto però il nodo alleanze. Non ci saranno, nemmeno col Pd: “Sono domande senza senso, è come dire che un giorno un panda può mangiare carne cruda. Noi mangiamo solo cuore di bamboo”. Per il garante esiste, di fatto, soltanto il M5s: “Noi siamo l’unica forza politica nuova”. Sul caos parlamentarie, invece, ha ammesso la possibilità di errori, dopo le polemiche nate per l’esclusione di diversi candidati, compresi parlamentari uscenti: “Se ci sono errori recupereremo”, ha spiegato al Fatto.it.
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Migliorare la qualità della spesa è necessario anche per eliminare l’attuale livello di disuguaglianza

Le spese fiscali sono tutte quelle detrazioni, crediti di imposta, esenzioni o riduzioni di base imponibile o di imposta che determinano minori entrate per le casse pubbliche e vantaggi fiscali per specifici gruppi di contribuenti. Sono strumenti alternativi a programmi di spesa che sono stati adottati per perseguire determinate politiche pubbliche.
Il problema è che è una giungla: non si conosce esattamente il numero delle misure, il costo, l'efficacia ai fini della realizzazione delle politiche pubbliche per le quali le spese fiscali sono state adottate. Per molte non si conosce neanche il numero dei beneficiari. Secondo il Rapporto 2016 dell'Ufficio Valutazione d'Impatto del Senato, del 42 per cento delle misure (per un costo complessivo di circa 20 miliardi di euro) non si conosce il numero dei beneficiari, mentre di quelle di cui il numero si conosce, i dati non sono più confortanti, 35 misure hanno meno di mille beneficiari, 21 tra mille e 10 mila, 32 tra 10 mila e..

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Politica estera e campagna elettorale, una moratoria sulle promesse non sostenibili

Nei giorni scorsi le preoccupazioni (comprensibili e condivisibili), espresse da alcuni membri della Commissione europea, per il quadro politico che potrebbe emergere in Italia dopo le elezioni del 4 marzo, hanno suscitato le prevedibili reazioni di protesta di vari esponenti politici italiani. Non sono mancate le consuete accuse alla Commissione d'indebita interferenza nelle vicende interne di un paese sovrano. Eppure le dichiarazioni di Moscovici, Katainen e Timmermans altro non facevano che riflettere una preoccupazione diffusa presso i nostri partner europei, non solo per l'incertezza del quadro politico del dopo elezioni, ma anche per i contenuti di una campagna elettorale prevalentemente condotta all'insegna della irresponsabilità e della superficialità.
Quindi le polemiche dei giorni scorsi sulle presunte interferenze della Commissione europea hanno perlomeno avuto il merito di riportare al centro dell'attenzione (ma per quanto?) il tema del vincolo esterno e..

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Matteo Salvini: “Galera per gli evasori”. Dopo la flat tax, il leader della Lega lancia la linea dura contro chi non paga le tasse

Il secondo tempo della flat tax per Matteo Salvini si chiama galera per chi evade. L'annuncio arriva a 'Porta a porta': “Sono d'accordo per la galera per chi evade: se io riduco le tasse e tu non paghi io butto la chiave, sul modello americano”, dichiara il leader della Lega, che rimanda alla linea dura applicata negli Stati Uniti, dove chi non paga le tasse è punito severamente, in alcuni casi con la detenzione in carcere.
Il ragionamento del segretario federale del Carroccio è chiaro: se con la flat tax al 15% si abbassano le tasse, allora non hai scuse: devi pagarle. Perché se non lo fai, appunto, finisci dietro le sbarre. Se la proposta di Salvini andrà in porto o meno lo deciderà lui insieme agli alleati nel centrodestra, cioè Forza Italia, Fratelli d'Italia e il quarto polo, ma il nodo è nel presupposto, cioè nella flat tax. Il sistema fiscale che vuole introdurre il centrodestra poggia su un'imposta con un'aliquota unica, in cui la percentuale ..

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Ripartono gli investimenti pubblici? Solo se l’autonomia locale torna protagonista

Si avvicinano le elezioni e sarebbe importante sapere quale schieramento politico vuole puntare sull'autonomia locale. Ma davvero. Cioè disboscando il profluvio di leggi nebulose, contraddittorie, mal scritte e orientate da sei-sette anni a questa parte a porre in atto un progressivo e incessante neo-centralismo, a danni dei bisogni, delle necessità, degli obiettivi delle comunità territoriali. Pochi mesi fa ponemmo con forza il tema; chiedemmo che tutte le forze politiche convergessero su questo piccolo-grande obiettivo: il ritorno della centralità dell'autonomia e della sussidiarietà.
Dichiarazioni di principio, che impongono scelte pratiche e conseguenti. Proprio ora che, dopo anni di rubinetti chiusi – con la revisione del patto di stabilità – si torna ad avere denari per investimenti. Investimenti pubblici per opere e infrastrutture sul territorio. Una delle leve principali della ripresa degli investimenti sono le formule del partenariato pubblico-privato (come il projec..

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Competenza e realismo, gli ingredienti indispensabili per il sogno europeo

Le parole del commissario Ue agli affari economici Pierre Moscovici, pronunciate in conferenza stampa a Parigi, ci dicono quanto le dichiarazioni in libertà dei populisti e delle destre in questa campagna elettorale siano un punto di preoccupazione non solo per molti cittadini italiani, ma anche per l'Unione europea.
Sono anni difficili per l'europeismo e di certo l'Ue non è priva colpe, più volte in Parlamento ho richiamato la necessità di politiche più vicine alle reali necessità di quei cittadini che in anni di crisi hanno dovuto stringere i denti e contare spesso solo sulle proprie forze. Ma il sogno europeo, e con esso l'obiettivo di migliorare giorno dopo giorno la nostra Unione, non può sparire sotto una confusa nube di incompetenza, paura e un sovranismo fuori tempo massimo.
Abbiamo assistito tutti ai ripensamenti del candidato premier 5 stelle sull'euro, come sul bonus di 80 euro, ed è evidente quanto sia confusa la linea su temi cruciali come immigraz..

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Il Pd candida l’ex segretario dei pensionati della Cgil Carla Cantone. I dem puntano a rafforzare il consenso tra gli over-55

“Già dalle prossime ore altre personalità potranno accettare la nostra richiesta di darci una mano nella prossima legislatura. Tra queste abbiamo chiesto a Carla Cantone. E lei ha accettato”. È Matteo Renzi ad annunciare alla Direzione del Pd che l'ex numero uno dello Spi-Cigl, ora alla guida del sindacato dei pensionati europei, sarà candidata nelle liste dei dem.
Carla Cantone arriva alla candidatura dopo un rapporto travagliato con Renzi. Nel 2013, l'indicazione che lo Spi-Cgil dà ai suoi iscritti è di votare Gianni Cuperlo alle primarie del Pd a cui parteciparono anche Renzi e Pippo Civati. Nel 2015, intervistata da Huffpost, Cantone andò giù durissimo contro l'allora premier: “Renzi, stai attento a ciò che fai con i pensionati. Altrimenti risponderemo con le 'armi' che sono a nostra disposizione”. Il sindacato chiedeva risposte sulla restituzione degli arretrati ai pensionati e Cantone accusava Renzi di essere troppo attendista, dando “un colpo al cerchio ..

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Centrodestra e “quarto polo”, ovvero fare di necessità virtù

Il quarto polo del centrodestra – quello che mette insieme, tra gli altri, l'Udc, i gruppi coagulati da Raffaele Fitto, “Idea” – è innanzi tutto frutto della necessità. La nuova legge elettorale, imperniata sulle coalizioni e con uno sbarramento di lista al 3%, impone a partiti e movimenti estranei alle tre formazioni classiche di mettersi insieme. È accaduto anche nel centrosinistra, in maniera ancora più evidente: basti dare uno sguardo al simbolo “petaloso” della Lorenzin, con satelliti incorporati. Il problema, dunque, non è negare la natura “necessitata” dell'aggregazione; è comprendere se “dal caso e dalla necessità” possa scaturire qualcosa d'importante.
Iniziamo dal simbolo di questo quarto polo. È composto da uno slogan e da uno stemma: “Noi con l'Italia” e lo scudo della Dc. Enfaticamente, lo si potrebbe definire un connubio tra novità e tradizione. Forse, però, c'è qualcosa di più serio da notare. Lo scudo crociato è stato infatti l'emblema del ..

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La polemica tra Bruxelles e M5S-Lega non avrà effetti sul voto italiano. Tre sondaggisti a Huffpost: “Non sposterà l’orientamento degli elettori”

Effetto nullo. Nonostante l'affondo, durato una giornata intera, dei rappresentanti di punta delle istituzioni europee nei confronti di Lega e Movimento 5 Stelle, i movimenti populisti non subiranno nessun contraccolpo in termini di voti. E allo stesso tempo i partiti filo-europei, accarezzati da Bruxelles, non avranno alcun vantaggio. Ne sono convinti alcuni dei principali sondaggisti italiani che, contattati da Huffpost, delineano l'immagine di un'Europa che non è in grado di incidere nell'orientamento degli elettori italiani in vista del voto del 4 marzo. “Le dichiarazioni di Moscovici, Katainen e Timmermans avranno effetti nulli, anche sugli indecisi”, sottolinea Roberto Weber, presidente dell'istituto Ixè.
Dalla colomba Moscovici al falco Katainen, passando per Timmermans, la posizione dell'Europa nei confronti del voto in Italia è chiara: attenzione a chi, come i 5 Stelle, propone “un controsenso assoluto” come lo sforamento del tetto del 3% del rapp..

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Il problema non è se Fontana sia presentabile, ma se la moderna Lombardia si rappresenti in lui

La Lombardia non è una regione qualsiasi. È, a livello simbolico e anche e soprattutto nella realtà, il motore economico dell'Italia, il suo avamposto sulla frontiera della modernità. Così come Milano è da sempre considerata la “capitale morale” del paese. Chi è candidato a occupare il posto di governatore di quella regione dovrebbe perciò stare molto attento a quel che dice, al linguaggio che usa. Certo, un lapsus può sfuggire a chiunque: siamo uomini, imperfetti, pressati da mille impegni che distolgono spesso la nostra attenzione. Ma nel caso delle parole proferite ieri da Fontana, il candidato governatore leghista al Pirellone, non si tratta di un semplice lapsus, come ha poi tenuto a sottolineare, o di una una gaffe: se non altro per la dimestichezza che egli ha mostrato di avere con un termine, “razza”, che nel linguaggio delle persone normali, i borghesi si sarebbe detto un tempo, non ha più corso da tempo.
Sia per le molto dubbie basi scientifiche che lo sorreggeva nell&#0..

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Alessandro Di Battista stronca l’apertura di Pietro Grasso: “Non mi fido di nessun partito”

“Questa è una legge elettorale creata per generare caos”, “dai partiti inclini all'inciucio”. “Qualora il M5S non dovesse raggiungere il 40% evidentemente ci presenteremo in Parlamento con delle proposte…e vedremo chi ci sta”. Così Alessandro Di Battista parla ai microfoni di Circo Massimo su Radio Capital.
A chi gli chiede cosa ne pensa della disponibilità mostrata da Pietro Grasso, leader di Liberi e uguali, Di Battista risponde: Sui partiti “non mi fido di nessuno”. E aggiunge: “Mi fiderò di coloro che in Parlamento garantiranno appoggio a dei punti programmatici del M5S”.
Migranti, Di Battista: “Fontana vergognoso. Indietro di decenni”
Vaccini, Di Battista: “Non siamo contrari, non vogliamo l'obbligo”

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La divisione a sinistra, sbagliata sì, ma non inspiegabile

Da più parti si è bollata come incomprensibile la scelta di LeU di non sostenere Gori in Lombardia. Io stesso mi sono associato ai ben più autorevoli appelli di Prodi, Veltronie altri a non commettere tale errore. Per molte ragioni: la storica minorità del centrosinistra in Lombardia prescriverebbe di unire le forze; l'opportunità dischiusa dal ritiro all'ultima ora di Maroni; il sistema elettorale e istituzionale regionale che, diverso da quello nazionale, ancora polarizza al traino del presidente eletto direttamente; l'esigenza di porre il seme dell'auspicabile ricostituzione di una nuova unità a valle di elezioni nazionali che registrano una lacerante divisione del centrosinistra. Ma soprattutto per dimostrare che l'attuale divisione, pur politicamente motivata dal dissenso su un corso politico e di governo a guida Pd, non si configura come strategica e irreversibile. Come, almeno nelle pubbliche dichiarazioni, si sostiene avvenga sia da parte del Pd, sia da..

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Elezioni, Rosato (Pd): “Salvini invita M5S in piazza? Alleanza tra incapaci e demagoghi”. E su LeU: “Marginali”

“C’è un pezzo di sinistra che è marginale che pensa solo a dare messaggi contraddittori: un giorno parlano con M5S l’altro con chi non si sa. Pensiamo ci vogliano messaggi chiari, una sinistra di governo è una sinistra capace di raccogliere consenso e fare proposte”. Così il capogruppo Pd alla Camera Ettore Rosato in sala stampa.
L'articolo Elezioni, Rosato (Pd): “Salvini invita M5S in piazza? Alleanza tra incapaci e demagoghi”. E su LeU: “Marginali” proviene da Il Fatto Quotidiano.