Tagged: Esteri

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Traffico di lauree false, c’è chi ha speso 500mila sterline

Università fasulle, lauree fasulle, diplomi inesistenti. Un programma della BBC ha investigato su un traffico di lauree false, scoprendo che migliaia di cittadini inglesi hanno pagato fino a 500mila sterline (circa 560mila euro) per un titolo di studio prestigioso ma in realtà fake. Il ministero per l’Educazione ha reso noto che prenderà provvedimenti durissimi per stroncare la frode, e che punirà gli ideatori, che hanno approfittato della buona fede dei cittadini. Le finte Università si sono date nomi fantasiosi, come Brooklyn Park University, o Nixon University, e siti web finti, e ingannevoli, che mostravano foto con studenti sorridenti e felici, e articoli inventati dalla prima all’ultima lettera. Il cervello della truffa aveva come base la città di Karachi. L’organizzazione agiva rilasciando a distanza certificati di lauree e dottorati: secondo i reporter BBC che hanno curato l’inchiesta, nel 2013 e nel 2014 sarebbero stati venduti ben 3mila titoli “carta straccia”.

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In Siria comincia l’offensiva di terra, tank turchi verso Afrin 

Dieci morti nei raid su Afrin. I curdi: “Sette sono vittime civili” Dopo 24 ore di intensi bombardamenti con artiglieria e con i cacciabombardieri F-16, una colonna corazzata turca è entrata questa mattina in territorio siriano, nel cantone di Afrin, dalla provincia di Hatay. L’operazione è stata confermata dal governo di Ankara. Nella notte le milizie arabe alleate della Turchia avevano già aperto due fronti di terra. Da Sud si sono spinti verso la cittadina di Jandaris, colpita anche dal cielo, e da Est verso Tell Rifat. I raid, secondo fonti curde, hanno causato dieci morti, sette civili. Anche le truppe turche sul confine a Nord sono state colpite dal fuoco di risposta dei guerriglieri curdi dello Ypg e ci “alcuni feriti”, come ha comunicato il capo di stato maggiore turco, generale Hulusi Akar.
Il comando dello Ypg: resisteremo
I comandi dello Ypg, il braccio armato del partito curdo Pyd, hanno pubblicato un comunicato che invita tutti i curdi alla “resistenza” contro “l’in..

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Guasto sul volo Meridiana: “Scendete”. 255 italiani accampati da 10 ore all’aeroporto della Martinica  

La telefonata in redazione di una turista bloccata con il resto dei viaggiatori allo scalo di Fort de France: «Qui sono le 3 del mattino, dormiamo per terra e sui rulli, e ci è proibito uscire all’esterno» Bloccati da oltre 10 ore nell’aeroporto di Fort de France in Martinica. 255 turisti italiani sono sbarcati da una nave da crociera della MSC attraccata al porto della capitale caraibica dopo una settimana di viaggio nelle Antille e si sono recati allo scalo per imbarcarsi sul volo Meridiana che avrebbe dovuto riportarli in Italia con atterraggio a Milano Malpensa.
Italiani bloccati a Martinica da oltre 10 ore Copyright ©
Erano le 18 (ora locale) di sabato. Sono saliti tutti sull’aereo e quando è stato il momento di partire, cinture ormai allacciate e rullaggio in pista, è arrivato l’annuncio del comandante. Per un guasto che aveva procurato il surriscaldamento dei motori, l’aereo non sarebbe decollato.
Le brandi..

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Il riformatore che vuole essere la locomotiva politica della Ue 

In Svizzera si prepara a sfidare le derive protezioniste Il Macron che si prepara a sbarcare a Davos è il più giovane leader globale francese della modernità dai tempi di Napoleone. È un convinto europeista che declina il senso dell’integrazione continentale con tre parole: sovranità, unità e democrazia. Proprio la determinata difesa della sovranità nazionale in un’Unione più efficiente gli ha consentito di ampliare la base elettorale e rivoluzionare la scena politica transalpina.
È stata questione di ampie visioni e di attenzione ai dettagli, cosa che in queste ore si manifesta in due mosse formidabili: ha invitato a Versailles i Signori dell’economia e della finanza per convincerli a investire nell’Esagono e ha sollecitato l’Onu perché renda la baguette un bene tutelato di interesse planetario. Sebbene la stagione sia la più intensa, rapida, effimera e volatile che si ricordi, Macron si presenta come il francese più rilevante (relativamente) da Waterloo ai giorni nostri. Non sol..

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I grandi del mondo a Davos in difesa della globalizzazione 

In forse la presenza del leader Usa, ma arriva Modi e dà lezione di yoga Angela Merkel, Emmanuel Macron, Theresa May, Justin Trudeau, Paolo Gentiloni, Jean-Claude Juncker e (forse) anche Donald Trump. E poi il primo ministro indiano Narendra Modi, il presidente brasiliano Michel Temer, l’argentino Mauricio Macri, Benjamin Netanyahu, Re Hussein di Giordania. Da lunedì nel Cantone dei Grigioni si incroceranno la metà dei leader dei venti Paesi più grandi del mondo, almeno cinque dei sette membri del G7. L’anno scorso la scena a Davos se l’era presa il cinese Xi Jinping, accolto fra un po’ troppi applausi come alfiere del mondo aperto mentre la May rassicurava i banchieri sulle conseguenze della Brexit. Memore di quelle immagini imbarazzanti, l’Occidente ricco e democratico si riprende la scena. Cinquemila militari, 341 dispositivi di sicurezza, quasi duemila uomini e donne di business, settanta fra capi di Stato e di governo, trentotto leader di organizzazioni internazionali. Se non c..

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L’onda rosa contamina l’America: “Dopo Weinstein è cambiato tutto” 

A un anno da quando milioni di donne scesero in piazza per protestare contro Donald Trump, la «Women’s March» ha celebrato ieri la sua seconda edizione con manifestazioni a Washington, New York, Los Angeles, Chicago ma anche a Roma e Sydney e Buenos Aires. L’effetto Trump, si dirà: colpa della sua volgarità e delle sue scelte politiche. Ma dietro l…

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Violenza, risse e furti. Le gang africane spaventano l’Australia 

Da cronaca, le «gang africane» in Australia sono diventate tema di dibattito nazionale. È esatto parlare di una «crisi» di sicurezza e ordine pubblico causata dalla criminalità africana? O è un’esagerazione, dettata dal colore della pelle dei sudanesi e somali delle bande di strada nel Victoria? Tutt’e due….

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Lo scontro democratici-Trump lascia l’America senza soldi 

Il primo anniversario della presidenza Trump è stato celebrato con lo «shutdown» dello Stato, cioè la sospensione delle attività non essenziali del governo, e le marce di protesta delle donne come un anno fa. La Casa Bianca e i repubblicani scommettono che i democratici pagheranno il prezzo della crisi, perché hanno messo la difesa degli immigrati …

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Kabul, assalto all’hotel degli stranieri 

Una battaglia furiosa nei corridoi di un hotel di lusso, con gli ospiti gettati dalle finestre. Kabul torna sotto attacco del terrore, in un’azione che, si teme, possa coinvolgere tutta la città. È stata una notte terribile quella di ieri in una collina della capitale afgana, il bilancio parla di almeno 15 morti. I servizi occidentali temono che l’…

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Raid aerei e artiglieria contro i curdi Erdogan sfida gli americani in Siria  

Il nome non è dei più felici, «Ramo d’olivo», ma forse riassume le contraddizioni dell’operazione lanciata ieri dalla Turchia contro i guerriglieri curdi dello Ypg in Siria. Un’offensiva annunciata da settimane dal presidente Recep Tayyip Erdogan, con toni sempre più duri e obiettivi sempre più vasti, ma che si scontra con una realtà intricata pers…

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Germania, Spd al voto: il giovane Kühnert «sfida» Martin Schulz

Per un giorno la «piccola città in Germania» che John Le Carré rese celebre come una delle capitali della Guerra Fredda, torna al centro del mondo per una ragione che nessuno avrebbe mai potuto immaginare. A Bonn, in riva al Reno, va in scena oggi una pièce ad alto contenuto drammatico, il cui esito avrà comunque conseguenze globali. In gioco sono non solo il futuro del partito socialdemocratico, ma la stabilità politica della quarta economia del pianeta, il potere di Angela Merkel e in ultima analisi il destino dell’Europa, le sue prospettive di rilancio e integrazione.Seicento delegati della Spd sono chiamati in congresso straordinario ad esprimersi su un solo punto in agenda: approvare o respingere il documento di 28 pagine, negoziato dalla leadership socialdemocratica con la Cdu-Csu della cancelliera, che apre la strada a trattative formali per un nuovo governo di Grosse Koalition.

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«Chi usa la nostra immagine paghi»: la nuova lotta dei Masai

Masai: pastori, guerrieri e adesso (giustamente) fieri difensori di un marchio antichissimo. Il loro.
Non le cicatrici ornamentali fotografate da turisti di passaggio, ma un vero brand che funziona nelle lontane distese del business. Un nome sfruttato da oltre mille aziende nel mondo, mentre per i nomadi più celebrati dell’Africa sono tempi duri. I bambini masai faticano ad andare a scuola, le mandrie muoiono per il global warming mentre i marchi globali utilizzano l’immagine (e lo spoglio guardaroba) di un popolo di quasi 2 milioni di abitanti che vive perennemente sulla soglia della povertà.

Il difensore La (rinnovata) denuncia viene dagli attivisti di Light Years Ip, un gruppo con base negli Usa. Che parlano di royalties «inevase» per centinaia di milioni. Dalla moda al settore dell’automobile. Masai è un nome che «tira». E che non ha copyright. Almeno finora. Ron Layton, un neozelandese che ha già aiutato a registrare «il caffè dell’Etiopia» proteggendolo dalle grandi catene com..

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Pence in Medio Oriente: “Trump rilancerà il processo di pace” 

Il vicepresidente Usa in Egitto prima della tappa a Gerusalemme AP La stretta di mano tra Mike Pence e Abdel Fatah al-Sisi
Pubblicato il 20/01/2018 Ultima modifica il 20/01/2018 alle ore 21:37 giordano stabile inviato a Beirut Il vicepresidente americano Mike Pence è arrivato oggi in Egitto per il suo viaggio in Medio Oriente che toccherà anche la Giordania e Israele. Dopo il suo colloquio con il presidente egiziano Abdel Fatah al-Sisi Pence ha ribadito che Donald Trump “è fermamente intenzionato” a far ripartire il processo di pace fra Israele e i palestinesi, anche se la leadership palestinese ha detto di non accettare più gli Stati Uniti come “mediatori” dopo il riconoscimento di Gerusalemme come capitale dello Stato ebraico.
Status quo suo luoghi santi
Pence ha anche rivelato che Al-Sisi ha espresso le sue “pre..

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Assalto terroristico all’Hotel Intercontinental di Kabul: 15 morti

Almeno quattro uomini armati hanno assaltato l‘hotel Intercontinental di Kabul. Gli assalitori hanno dato fuoco alle cucine e si sono…L'articolo Assalto terroristico all’Hotel Intercontinental di Kabul: 15 morti sembra essere il primo su Secolo d'Italia.

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Kabul, attacco terroristico all’Hotel Intercontinental, diverse vittime

Ci sarebbero “almeno 15 tra morti e feriti” nell'attacco all'hotel Intercontinentale di Kabul. Lo riferisce un testimone oculare fuggito dall'albergo, citato da Tolo News. Almeno quattro uomini armati hanno attaccato a Kabul l'hotel Intercontinental. Lo scrive la Bbc online precisando che gli assalitori hanno sparato contro gli ospiti dell'albergo. Dalle immagini che circolano sui social si vedono fiamme dall'hotel. Alcuni media parlano di vittime e ostaggi.
Secondo il portavoce del ministero dell'Interno Najib Danish, riporta la Bbc online, tra gli assalitori ci potrebbero essere kamikaze. L'hotel Intercontinental venne attaccato nel 2011 dai talebani. Nell'attentato morirono 20 persone, inclusi nove assalitori.
Gli uomini armati che hanno attaccato l'hotel Intercontinental di Kabul hanno aperto il fuoco nelle cucine e anche il quarto piano è sotto attacco, scrive la Bbc online citando un funzionario del Direttorato nazionale per la si..

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Raid turco contro i curdi nel nord della Siria 

Distrutti «punti di osservazione e molti altri obiettivi dei terroristi del Pyd-Pkk» ad Afrin I jet turchi hanno colpito obiettivi «del Pyd-Pkk» nell’enclave curda di Afrin, nel nord della Siria. Lo riferisce l’agenzia di stampa ufficiale turca Anadolu dopo l’annuncio formale dell’avvio delle operazioni arrivato dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan.
I jet turchi hanno distrutto «punti di osservazione e molti altri obiettivi dei terroristi del Pyd-Pkk» ad Afrin, precisa la Anadolu aggiungendo che le unità dei ribelli dell’Esercito libero siriano (Els) entrate nella regione dalla Turchia «non hanno incontrato alcuna resistenza». Nel mirino ci sono i miliziani curdi siriani delle Ypg, legati al Pyd e considerati «terroristi» dal governo di Ankara al pari dei ribelli del Pkk. Lo Stato Maggiore delle Forze Armate ha confermato l’avvio dell’operazione «nella regione di Afrin» – ribattezzata `Ramoscello d’ulivo´ – precisando che l’obiettivo è «portare sicurezza e stabilità ai nostri..

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Afghanistan: attacco in hotel di Kabul, vittime e ostaggi 

Un kamikaze si è fatto esplodere all’entrata consentendo ad almeno 4 uomini armati di entrare nell’edificio Una cellula terroristica ha attaccato l’hotel Intercontinental nella zona verde di Kabul, già obiettivo in passato di altri attentati. Un kamikaze si è fatto esplodere all’entrata consentendo ad almeno 4 uomini armati di entrare nell’edificio e iniziare a sparare sugli ospiti e a prendere degli ostaggi. Secondo la polizia si contano diverse vittime.
L’ Intercontinental è un albergo 5 stelle situato nella zona ovest di Kabul ed è stato il primo hotel di lusso su stilemi occidentali costruito nella capitale afghana nel 1969. Ha 200 stanze ed ospita molti stranieri.
Il 28 giugno 2011 l’attacco più sanguinoso – con modalità simili a quelle odierne – ad opera di talebani: fattisi strada con kamikaze almeno 9 uomini armati penetrarono nell’albergo aprendo il fuoco e prendendo ostaggi. Al termine di un assedio durato 5 ore, causarono la morte di 12 persone.
Gli agenti del Natio..

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Le atlete Usa contro il medico molestatore: “Noi ora siamo una forza, tu sei nulla” 

Michigan, le vittime di Larry Nassar testimoniano in tribunale. E da New York a Washington migliaia in piazza contro gli abusi come un anno fa Una dopo l’altra, stanno salendo sul banco dei testimoni per puntare il dito contro il loro molestatore e raccontare il proprio dolore. Una scena insieme tragica a catartica, che dovrebbe aiutare a capire la dimensione, il contesto e la profondità degli abusi denunciati dalle donne negli Stati Uniti. Parliamo delle audizioni in corso in un tribunale del Michigan, per decidere la sentenza contro il dottor Larry Nassar.
L’ex medico della nazionale americana di ginnastica è stato condannato in dicembre a 60 anni di prigione per possesso di materiale pedopornografico, e ora si sta concludendo il processo per le molestie ai danni delle sue pazienti. «Larry, tu capisci ora che noi, questo gruppo di donne che hai così impietosamente abusato durante un periodo di tempo tanto lungo, siamo adesso una forza, e tu sei nulla». Così venerdì si è rivolta ..