Tagged: italia/politica

0

Nel M5S passa la linea Di Maio “Faremo un governo di scopo” 

Pubblicato il 21/01/2018 Ultima modifica il 21/01/2018 alle ore 07:43 Ora che è stato sdoganato anche il “dimaismo”, in tanti tra i 5 stelle ci scherzano su, arruolandosi in quella che ancora non è una corrente, ma piuttosto la marcia verso un obiettivo preciso: andare al governo, ora o mai più. Un governo, dirà da oggi Luigi Di Maio che, come compromesso tra le ali più moderate e intransigenti, sarà definito «un governo programmatico», un governo di scopo. Il racconto della politica ama i dualismi. E l’ultimo è una semplice derivazione di una battuta di Beppe Grillo che ancora pesa sui destini del M5S. Anche se forse oggi un po’ meno di ieri, visto che molti, semplici attivisti, candidati ancora sconosciuti e parlamentari, riuniti nell’ex distilleria Aurum di Pescara, dove va in scena la scuola Rousseau targata Davide Casaleggio, la pensano come Di Maio: con questa legge elettorale al governo si può andare solo con una maggioranza condivisa con altri partiti su..

0

Il presidente della Crusca: “Le elezioni uccidono l’italiano. E il campione è il M5S” 

Pubblicato il 21/01/2018 Ultima modifica il 21/01/2018 alle ore 07:36 Scorciatoie lessicali, slogan a buon mercato, congiuntivi bistrattati, emoticon al posto di un programma politico. Ragionamenti brevi come un tweet (scritto male) sul bagnasciuga della campagna elettorale. «Un mare che rischia di fare una prima grande vittima: la lingua italiana». A lanciare l’allarme, all’alba di questa battaglia che si chiuderà con il voto del 4 marzo, è Claudio Marazzini, presidente dell’Accademia della Crusca. Gli è bastato l’ascolto di qualche talk show, la lettura dei social e dei quotidiani di questi primi giorni di «posizionamento dei leader» per capire che questa «sarà la campagna elettorale linguisticamente più povera di tutti i tempi, al punto che se ne farà un oggetto di studio».
Professore quali sono i difetti peggiori di questi duelli appena cominciati?
«A parte che i duelli non si vedono, nel senso che i candidati rifuggono il confronto, il grande male di qu..

0

Kabul, attacco terroristico all’Hotel Intercontinental, diverse vittime

Ci sarebbero “almeno 15 tra morti e feriti” nell'attacco all'hotel Intercontinentale di Kabul. Lo riferisce un testimone oculare fuggito dall'albergo, citato da Tolo News. Almeno quattro uomini armati hanno attaccato a Kabul l'hotel Intercontinental. Lo scrive la Bbc online precisando che gli assalitori hanno sparato contro gli ospiti dell'albergo. Dalle immagini che circolano sui social si vedono fiamme dall'hotel. Alcuni media parlano di vittime e ostaggi.
Secondo il portavoce del ministero dell'Interno Najib Danish, riporta la Bbc online, tra gli assalitori ci potrebbero essere kamikaze. L'hotel Intercontinental venne attaccato nel 2011 dai talebani. Nell'attentato morirono 20 persone, inclusi nove assalitori.
Gli uomini armati che hanno attaccato l'hotel Intercontinental di Kabul hanno aperto il fuoco nelle cucine e anche il quarto piano è sotto attacco, scrive la Bbc online citando un funzionario del Direttorato nazionale per la si..

0

Renzi: “Invidioso di Gentiloni? No, abbiamo caratteri diversi”. “La flat tax? Un regalo a Berlusconi e Grillo” 

Pubblicato il 20/01/2018 Ultima modifica il 20/01/2018 alle ore 19:22 Gentiloni «nei prossimi 43 giorni di campagna elettorale dovrà dedicare innanzitutto la propria attenzione all’Italia». Così ha avvertito il segretario Pd Matteo Renzi intervistato da Maria Latella su SkyTg24. Quello sulla candidatura di Gentiloni, secondo Renzi, «non è un freddo annuncio, perché chi segue la pagina Facebook del presidente del Consiglio o la pagina Twitter vede che ha fatto una riflessione su questi temi». Il segretario del Pd ha spiegato che Gentiloni «ha raccontato perché si candida, qual è il tipo di legame che lo avvolge con la sua città e con il quartiere di Roma centro, naturalmente fa anche il presidente del Consiglio e quindi nei prossimi 43 giorni di campagna elettorale dovrà dedicare innanzitutto la propria attenzione all’Italia».
Ma Renzi è geloso della popolarità di Gentiloni? «La gelosia, l’invidia sono sentimenti che sono profondamente fuori dalla mia dimension..

0

Gentiloni: “Mi candido alla Camera a Roma 1, nella coalizione anche la lista di Bonino” 

Pubblicato il 20/01/2018 Ultima modifica il 20/01/2018 alle ore 17:00 «Ho deciso di candidarmi nel Collegio uninominale di Roma 1 alla Camera dei Deputati, accettando la proposta del mio partito. Spero di contribuire al risultato del Pd e della coalizione con le liste Più Europa, Civica Popolare e Insieme». Lo scrive su Facebook il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, anticipando anche la notizia dell’accordo con la lista Più Europa di Emma Bonino: «Spero di contribuire al risultato del Pd e della coalizione con le liste Più Europa, Civica Popolare e Insieme», scrive il premier.
«La mia – prosegue Gentilioni nell’intervento su Facebook – sarà naturalmente una campagna elettorale particolare. Sarò impegnato per far vincere il mio partito, come sempre hanno fatto i Presidenti del Consiglio. Ma lo farò senza sottrarre nulla agli impegni di Governo che restano fondamentali anche in queste settimane e che è mio dovere assolvere. Conto sulla comprensione degli..

0

Renzi: “Ogni voto dato a destra allontana l’Italia dall’Europa” 

Pubblicato il 20/01/2018 Ultima modifica il 20/01/2018 alle ore 15:19 «In Italia la destra è guidata dai populisti europei non da popolari. E ogni voto dato a quella destra allontana l’Italia dall’Europa». Così il segretario del Pd Matteo Renzi durante un incontro con gli europarlamentari del Pd. «Agli amici del partito popolare europeo dico – aggiunge – che la coalizione del centrodestra non è guidata dal partito popolare europeo, la maggioranza di quella coalizione ce l’hanno le forze populiste di Salvini e Meloni». «C’è una coalizione vera in Europa – sottolinea – e non è popolare populista ma mette insieme i due populismi che sono il M5S e la Lega. Non lo diciamo noi ma la realtà. Vi chiedo di guardare i fatti: sia Salvini che Di Maio vogliono il referendum sull’Europa, sull’immigrazione».
Renzi: “La campagna elettorale? Sembra la lista di Babbo Natale” politica LAPRESSE Copyright ©
In questa camp..

0

“Stop agli allevamenti per le pellicce e interventi nei circhi”: il programma animalista di Berlusconi 

Pubblicato il 20/01/2018 Ultima modifica il 20/01/2018 alle ore 14:02 Stop agli allevamenti di animali per farne pellicce, via gli animali dal redditometro e creazione della figura del garante dei diritti per gli animali. Sono le misure che Silvio Berlusconi ha promesso ai dirigenti del Movimento animalista di Michela Vittoria Brambilla. «Per quanto riguarda i circhi, dove gli animali vivono inscatolati, bisognerà intervenire», ha affermato il presidente di Forza Italia. Berlusconi, parlando all’assemblea dei dirigenti del Movimento Animalista, ha parlato della sua incandidabilità alle prossime elezioni. «Con una sentenza assurda e criminale mi hanno reso incandidabile», ha detto il leader di Fi.
«Schieriamo i nostri candidati nelle liste di Forza Italia, l’unico partito che ha condiviso punti essenziali del nostro programma e, una volta al governo, li realizzerà», ha detto oggi, a Milano, Michela Vittoria Brambilla, presidente nazionale del Movimento animalis..

0

Luigi studente e Di Battista giornalista. Gli strani mestieri dichiarati dai grillini 

Pubblicato il 20/01/2018 C’è tutto un duello tra Berlusconi e i 5 Stelle sul lavoro. Non abbiate paura: non è su chi risolverà il dramma della disoccupazione. No. Berlusconi sostiene che i 5 Stelle non possano governare perché sono un branco di disoccupati. I grillini ne hanno abbastanza e così hanno spedito uno di loro a casa dell’ex Cav con una lettera contenente l’elenco dei parlamentari uscenti con tanto di mestiere, o professione, corrispondente.
Tanto per dimostrare che è una bufala che l’87% degli eletti del M5S siano disoccupati, come dice Berlusconi. «Sono solo 6 su 123». Tutti gli altri? Per esempio il leader Di Maio? «Studente». A 31 anni? Si intende che lo era quando cinque anni fa ha varcato il portone della Camera. Cioè a 26 anni. Comunque un fuoricorso. Ma studente, per amore dei libri, si può essere a vita. Studenti ce ne sono un po’ nella lista. E resteranno tali per altri 5 anni (magari arrivando alle soglie dei 40) se verranno rieletti. Poi c’è una..

0

L’ira di Di Maio contro Grillo: “Le intese unica via per governare”  

Pubblicato il 20/01/2018 Ultima modifica il 20/01/2018 alle ore 07:33 Beppe Grillo il disfattore piomba sulla scena politica dopo una lunga vacanza e manda all’aria la delicata tela che nell’ombra Luigi Di Maio faticosamente sta tessendo. Ma quanto c’è di calcolato nelle parole del comico? Il primo a chiederselo è proprio il giovane capo politico, mentre inerme osserva il papà nobile calamitare su di sé l’obiettivo delle telecamere e lo ascolta rivendicare la purezza delle origini, contro ogni contaminazione di palazzo.
La misura dell’imbarazzo di Di Maio sono le parole quasi giustificative usate subito dopo, su La7: «Non credo che il Presidente della Repubblica chiamerà per chiedere ai partiti di risolvere il problema del governo: sarebbe irrituale. Darà il mandato a chi ha in qualche modo già composto una maggioranza, per questo io dico che la sera delle elezioni capiremo come stanno le cose e lancerò un appello». Ribadisce quello che ha quotidianamente dett..

0

Altolà di Grillo sulle alleanze: “Noi con chi ci sta? Non esiste” 

Alleanze coi partiti? «Sono domande senza senso, è come dire che un giorno un panda può mangiare carne cruda. Noi mangiamo solo cuore di bambù». Beppe Grillo si riprende la scena con uno show al Viminale per la consegna dei simboli elettorali. Il fondatore arriva con Luigi Di Maio e Davide Casaleggio. «Non esistono altre forze politiche, l’unica fo…

0

Al Viminale arrivano simboli, c’è anche W la fisica  

Pubblicato il 19/01/2018 Ultima modifica il 19/01/2018 alle ore 21:35 I big e gli aspiranti tali, gli sconosciuti esordienti, le liste di scopo per gli italiani all’estero. E poi le vecchie conoscenze, veterani di firme e timbri, che a ogni elezione carsicamente emergono – faldoni blu alla mano, contrassegni sui baveri – per poi spesso far perdere le loro tracce nel traffico quotidiano della politica “maggiore”. Al Viminale è iniziato il rito laico della consegna dei simboli elettorali, durerà fino a domenica, ed è fin troppo facile leggervi, in trasparenza, tratti del Paese. I protagonisti vecchi e nuovi che si prendono la ribalta accanto ad antiche ruggini della Prima Repubblica, o progetti dal retrogusto bizzarro, o retro’, perfino qualche sospetto di goliardia.
Elezioni 2018: dai big agli sconosciuti, passando per i goliardici. Ecco i simboli dei partiti ANSA Copyright ©
All’ora di pranzo del primo gio..

0

Liliana Segre a 13 anni nella neve di Auschwitz ingrigita dalla cenere dei forni: “Voglio vivere” 

Pubblicato il 19/01/2018 Ultima modifica il 19/01/2018 alle ore 18:31 La neve di Auschwitz ingrigita dalla cenere che usciva incessantemente dai forni crematori. E una ragazzina italiana di 13 anni che vagava in mezzo a questo orrore dicendosi da sola una frase: «Voglio vivere», «Voglio vivere» «Voglio vivere». Una frase che la aiutò a resistere nel lager per un lunghissimo, infinito anno di prigionia dal gennaio 1944 a quello successivo. Sono solo alcuni frammenti della testimonianza che da vent’anni Liliana Segre porta nelle scuole italiane. Il racconto della sua partenza insieme al padre Alberto dal binario 21 della stazione di Milano, diretta verso l’inferno. Un racconto così forte da restare impresso per anni in chi ha avuto il privilegio di ascoltarla: la voce calma, quasi monocorde, i dettagli precisi, il rapporto fortissimo col padre che viene spezzato subito, quando i carcerieri li separano all’arrivo ad Auschwitz. Solo in una occasione Liliana Segre al..

0

Scontro nella Lega su Giulia Bongiorno capolista. Maroni: “Io e Bossi combattevamo Andreotti” 

Pubblicato il 19/01/2018 Ultima modifica il 19/01/2018 alle ore 16:18 Scontro nella Lega su Giulia Bongiorno candidata capolista per il Carroccio. Roberto Maroni attacca Matteo Salvini su Twitter: «Giulia Bongiorno dice: “Questa Lega nazionale l’avrebbe approvata anche Andreotti”. È davvero cambiato il mondo: io e Bossi quelli come Andreotti li abbiamo sempre combattuti».
«Sono orgoglioso della scelta Giulia Bongiorno, delle sue battaglie per la sicurezza, la legalità, la legittima difesa e la difesa dei diritti e della libertà delle donne, come per la legge sullo stalking che ha salvato tante vite. Io guardo al futuro, e nel futuro c’è che la Lega governerà questo Paese», replica il segretario della Lega.
L’ex deputata Fli non entra nella polemica con Roberto Maroni, «ha già risposto Salvini con una nota» taglia corto, e rimarca: «Mi candido perché voglio fare battaglie su giustizia, sicurezza, violenza contro le donne. Parliamo – esorta – di Giulia Bongior..

0

Mattarella nomina Liliana Segre senatrice a vita 

Pubblicato il 19/01/2018 Ultima modifica il 19/01/2018 alle ore 16:03 Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha nominato Senatrice a vita, ai sensi dell’articolo 59, secondo comma, della Costituzione, la dottoressa Liliana Segre per aver illustrato la Patria con altissimi meriti nel campo sociale. Il decreto è stato controfirmato dal Presidente del Consiglio dei Ministri, onorevole Paolo Gentiloni. Una scelta non casuale quella del Presidente della Repubblica che ha deciso di procedere con la nomina a pochi giorni dalla celebrazione della Giornata della memoria e a 80 anni dalle leggi razziali di cui la Segre fu vittima all’età di 8 anni. Deportata ad Auschwitz, è una dei 25 sopravvissuti tra i 776 bambini italiani di età inferiore ai 14 anni che furono internati nel campo di concentramento.
“PORTERO’ IN SENATO LA VOCE DI CHI SUBI’ LE LEGGI RAZZIALI”
«Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella mi ha chiamato stamattina comunicandomi la dec..

0

Berlusconi: “Via le tasse su casa, auto e successioni” 

Pubblicato il 19/01/2018 Ultima modifica il 19/01/2018 alle ore 12:37 Con il centrodestra «non ci saranno più tasse sulla prima casa, neppure sull’auto, non saranno tassate le successioni né le donazioni, elimineremo l’Irap: questa flat tax è una rivoluzione globale, che porterà economia a crescere e a creare posti di lavoro», ha detto il leader di Fi, Silvio Berlusconi, a Mattino 5. Berlusconi ha sostenuto che avrebbe voluto introdurre una flat tax «già nel 1994 con il ministro Martino, ma gli alleati non lo hanno voluto».
Nel programma del centrodestra, «non c’è soltanto questa rivoluzione fiscale molto conveniente ma ci sarà anche il fatto che se per esempio un cittadino italiano imputato viene dichiarato innocente, i pm non possono più richiamarlo in appello, rovinandogli definitivamente la vita», ha detto l’ex premier. «Vi sarà poi un cambiamento nella Costituzione – ha concluso – che non consentirà il cambio di partito fra i parlamentari».
«Per me risp..

0

Grillo: “Il Movimento è nella fase adulta. La Lega? Non sono come noi” 

Pubblicato il 19/01/2018 Ultima modifica il 19/01/2018 alle ore 09:23 «Siamo nella fase adulta del Movimento, guardateli quanto sono belli». Parola di Beppe Grillo che arriva al Viminale insieme a Luigi Di Maio e Davide Casaleggio per presentare il simbolo del M5S in vista delle elezioni politiche del 4 marzo. «Sarà il simbolo della prima forza politica» aggiunge. Le percentuali? «Non lo so». E a chi gli chiede se preferisce un governo tecnico o politico risponde: «Dietro ogni politico ci sono sempre i tecnici, c’è sempre uno staff tecnico».
L’incontro con Calderoli: “La Lega non è come il M5S”
Nei corridoi del Viminale Grillo incrocia il vice presidente del Senato ed esponente della Lega Nord Calderoli. «Loro non sono come noi, per favore eh?», scherza Grillo con i cronisti. Poi rivolgendosi a Casaleggio ironizza: «Guardi in camera Casaleggio, sguardo magnetico che prendiamo due milioni di voti in più».
“Pensate a Giolitti in coda…”
E ancora: «Sono im..

0

Borgese: “Sono stata io a far uscire l’audio sul M5S. E ora vengo minacciata: non t’impicciare” 

Pubblicato il 19/01/2018 Ultima modifica il 19/01/2018 alle ore 07:23 «Sono stata io a far uscire quell’audio, girando quella nota vocale a Nicola Biondo e Marco Canestrari (i due ex collaboratori di Casaleggio che poi l’hanno pubblicata sul loro sito, Supernova, ndr.). La trovo vergognosa, e ho cercato di capire anche a chi fosse stata mandata. Ho ricostruito la catena, fino a che sono arrivata a un militante che mi ha detto: “Fatti i fatti tuoi, non t’impicciare”». Chi racconta di esser stata minacciata si chiama Debora Borgese. È una ex militante M5S siciliana, una che ci ha creduto, e poi è stata espulsa per aver denunciato, racconta, una parentopoli locale all’Ars, a suo dire anche tra i grillini: «Quando ho ricevuto questo audio sono rimasta basita, e costernata. Io sono stata buttata fuori dal M5S per molto meno».
E così l’ha fatto uscire. Lei per cosa fu espulsa, scusi?
«Io ero un’iscritta al M5S. Ci credevo anch’io, da povera illusa. E ci credo anco..

0

Spionaggio per le candidature Di Maio: no agli urlatori del web 

Pubblicato il 19/01/2018 Ultima modifica il 19/01/2018 alle ore 07:23 Diecimila candidati è il dato ufficiale. Migliaia di esclusi, il dato ufficioso: esclusi perché caduti nella rete di delazione che Luigi Di Maio ha saputo costruire capillarmente centralizzando a Roma le informazioni segrete che provenivano dai territori. La macchina del controllo grillino si è dimostrata spietata: i delegati nominati dal leader in ogni regione hanno passato al setaccio la vita di ogni singolo candidato, curriculum, fedina penale, precedenti di ogni tipo con la giustizia, anche semplici denunce. Ma questo è stato solo il livello superficiale.
Perché, in quella che si è rivelata una lotta senza quartiere per strappare un posto in parlamento, ai delegati è arrivato di tutto: messaggi sui social network, screenshot di chat private, sfoghi tra militanti su WhatsApp dove magari si esprimevano malumori verso le scelte politiche dei vertici. È bastata una critica alla concentrazion..

0

La parola “sinistra” scompare da tutti i simboli elettorali 

Pubblicato il 19/01/2018 Ultima modifica il 19/01/2018 alle ore 08:13 Una volta definirsi di sinistra era un vanto, almeno per chi simpatizzava con quella parte. Ma è come se quel tempo si fosse consumato: per la prima volta dopo decenni gli italiani non troveranno (quasi) più la parola “sinistra” sulle schede elettorali del 4 marzo.
I partiti di sinistra – di governo, di opposizione e antagonisti – hanno rimosso quell’auto-definizione. E dunque, avanti con i “democratici”, i “liberi ed eguali” e i fautori del “potere al popolo”, cancellando il termine “sinistra”. Per timore che faccia perder voti? Pensando che sia un lessico usurato? A salvare l’onore di una definizione così primordiale, toccherà ai due partiti trotzkisti, il “Partito Comunista dei Lavoratori” e “Sinistra Classe Rivoluzione” – riuniti in una lista dal nome antico: “Per una sinistra rivoluzionaria”.
Il principale artefice del miracoloso salvataggio è un trtzkista di lunga durata come Marco F..

0

Così i neofascisti italiani traslocano sui social russi 

Pubblicato il 19/01/2018 Minacce di morte. Insulti razzisti, pesanti e irripetibili. E poi un fiume di materiale negazionista, apertamente antisemita. Foto di coltelli, passamontagna e richiami di guerra. È la rete dell’ultradestra, con social pronti ad accogliere tutti i «patrioti» espulsi da Twitter, Facebook o Google. Oppure a dare spazio ai messaggi più imbarazzanti delle organizzazioni politiche neoafasciste, come CasaPound, pronte a cercare consenso nelle urne. Parole e manifesti che è meglio non mostrare sui canali social più noti, pena la chiusura degli account.
Lo spazio alternativo più noto è diffuso si chiama Vkontakte ed è gestito da San Pietroburgo. Considerato oggi il social network più usato in Ucraina e in Russia, è stato fondato nel 2006 da Pavel Durov, dal 2014 il network appartiene a una serie di imprese riconducibili a uomini vicinissimi a Putin, tra i quali Alisher Usmanov, il multimilionario russo proprietario dell’Arsenal. CasaPound, con i suoi..